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Non lascierò di dirui, che sarebbe troppo gran
cantafauola, il voler tassar' i difetti delle imprese,
che son comparse à questo Secolo, composte da scioc-
chi, & portate da ceruelli busi, come fu quella di
quel fiero
onorato fra spadaccini: che vsò di portare nella ber-
retta vna picciola suola di scarpa con la lettera T,
in mezzo, & vna perla grossa in punta di detta
suola, volendo che s'intendesse il nome dalla sua
dama à questo modo,
Vn' altro suo concorrente chiamato
fece il medesimo, ponendo oro di martello in cam-
bio di cuoio, perche s'intendesse,
sola adoro, stimando che fusse maggiore efficacia
d'amore l'adorare, che di cuore amare. In questi si-
mili trouati passò il segno
uia
quale, per dimostrare d'esser suo fedel seruo, portò
vna piccola candela di cera bianca, insertata nel
frontale del suo berrettone di scarlatto, per signifi-
care, spezzando il nome della candela in tre sillabe,
Can; cioè, seruo fedele, de la Bianca. Ma ancor questa
con più spesa e maggior argutia fu auanzata dalla
medaglia del
quale portaua nella berretta in vna grande Agata
di mano del finissimo maestro mastro
Castel Bolognese
sopra i dodeci Apostoli; e domandato vn giorno da
diuotione portasse questa colo[m]ba dello Spirito Santo,
& le lingue ardenti sopra il capo de gli Apostoli,
Santo, ma per esprimere vn mio concetto d'Amore;
essend'io stato lungo tempo innamorato, & ingra-
tamente stratiato da vna gentildonna, e forzato
d'abandonarla per non poter sopportar più le beffe,
le longole, e le spese de' varij doni, ch'io le soleua
fare, mi figurai la festa della Pentecoste; volendo
inferire, ch'io me ne pe[n]tiua, e, che molto m'era costa-
to questo innamoramento. Sopra laquale ispositione
il Papa (ancor che per altro seuero) rise sì largame[n]te,
che tralasciò la cena da meza tauola.
Diede in simili scoglij di ridicola impresa il
gran
dalla Rouere
laria la stanza della volta fatta à lunette, che
guarda à Leuante, fece fare otto gran celatoni di
stucco indorati nel Cielo, sospesi a' rami della quer-
cia sua peculiare arme, come nipote di
lio
deuano il suo proprio nome. Ma dicendogli
Carlo Ariosto, suo
stati di quegli che haurebbono letto celate otto, fu
cagione che 'l buon Cardinale, ilquale haueua
in casa pochi suegliati & eruditi ingegni, vi facesse
dipingere sotto otto galee, che andauano à vela e
remo, per fuggire l'ambiguità, che nasceua fra le
celate e le galee. E questa tal pittura hoggidì ancora
Guido Ascanio Sforza
me più honorata.
Furono ancora à quei tempi più antichi alcuni
grandi, a' quali mancando l'inuentione de' sog-
getti, suppliuano alla lor fantasia con motti, che
riescono goffi, quando son troppo lunghi; come fu
il motto di
coronato
gnità, ilquale comparue in publico in vn manto
cremisino con vn motto di ricamo in petto, che di-
ceua: EGLI E' COME DIO VVOLE. e di
dietro ne corrispo[n]deua un'altro: E SARA QVEL
CHE DIO VORRA.
Questo medesimo vitio della lunguezza de' motti
fu ancho, ben che sopra assai bel soggetto d'appa-
renza di corpo, in quello del
lerno
tando sopra il cimiero dell'elmo vn paio di Corna,
col motto che diceua; PORTO LE CORNA
CHE OGN'HVOMO LE VEDE, AL-
TRI LE PORTA, CHE NON SELE
CREDE; Volendo tassare vn certo Signore, che in-
temperatamente sparlaua dell'honor d'vna Dama,
hauendo esso bella moglie e di sospetta pudicitia, e
questa lunghezza è tanto più dannata, quanto
perche pare, come ho detto, che quadri meglio in
parlare straniero. DOM. Monsignore, voi mi hauete
dato la vita con queste ridicole sciocchezze di tante
imprese, che m'hauete narrate. GIO. Sarà dunque
tempo, che noi torniamo al proposito nostro, nume-
rando quelle imprese, c'hanno del magnanimo, del
generoso, e dell'acuto, e (come si dice) del frizzante.
E mi pare, che'i gran Principi, per hauere ap-
presso di loro huomini d'eccellente ingegno e dot-
trina, habbiano conseguito l'honor dell'inuentioni,
come sono stati fra gli altri
Quinto, il
di gran lunga la bella impresa, laquale portò già
il valoroso suo auolo materno, il gran
di Borgogna
delle
TRA
leggiadria quella del Fucile dell'Auolo, ma anchora
tutte l'altre, che habbiano portate insino ad hora
gli altri Rè & Principi. DOM. Per certo queste Co-
lonne col motto, considerata la buona fortuna
del felice acquisto dell'
ogni gloria degli antichi
mente col soggetto alla vista, e con l'anima à gli in-
telletti, che la considerano. GIO. Non vene ma-
lente huomo chiamato maestro
Matematico. E queste simili imprese suegliate, il-
lustri, e nette, non escono dalla bottega di gatte in-
guantate, ma d'argutissimi Maestri. DOM. E così
è vero. Ma ditemi di gratia, ché voleste dir voi,
nomina[n]do il Fucile del
vi prego Monsignor cortese, e racontatemi l'historia
di questa famosa inuentione, con laquale s'ornano
di gloriosa colonna i valorosissimi Caualieri dell'età
nostra, i quali sono nell'honoratissimo collegio
l'ordine del Tosone
lo Quinto
materia molto intricata, e poco intesa etiamdio da
quei Signori, che portano questi fucili al collo, perche
vi è anchora appiccato vn vello d'un monto[n] tosato,
interpretato d'alcuni per lo vello dell'oro di
portato dagli Argonauti
ch'egli è
incorrotta.