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Ma tornando al proposito del Fucile, dico che il valoroso Carlo Duca di Borgogna, che fu ferocissimo in arme, volse portar la pietra focaia col Fucile, e con due tronconi di legne, volendo dinotare ch'egli ha- ueua il modo d'eccitare grande incendio di guerra, come fu il vero: ma questo suo arde[n]te valore hebbe tristissimo successo, perche, imprende[n]do egli la guerra contro Lorena e Suizzeri, fu dopò le due sconfitte di Morat e di Granson, sbarattato e morto sopra Nansì la vigilia dell'Epifania. E questa impresa fu beffa- ta da Renato Duca di Lorena, vincitore di quella giornata; al quale essendo presentata vna bandiera con l'impresa del Fucile, disse, Per certo questo sfor- tunato Signore, qua[n]do li fu bisogno di scaldarsi; non hebbe tempo da operare i Fucili: e ta[n]to più fu acuto questo detto, quanto che quel dì la terra era coperta di neue rosseggiante di sangue, è fu il maggior fred[-] do, che si ricordasse mai à memoria d'huomo; di sorte, che si vede nel Duca Carlo che la ladra for[-] tuna non volse accompagnar la sua virtù in quelle tre sue vltime giornate. DOM. Per quel, ch'io veg- gio Mons. parmi che voi habbiate incominciato à entrare (come hauete promesso) nelle piu scelte im- prese, che portarono i gran Rè, e Principi di questa nostra età. Ond'io spero, che come si sono assot- tigliati gl'ingegni, & affinate le dottrine da quello ch'erano ne' tempi più vecchij e lontani dalla me- moria nostra, così l'imprese & inue[n]tioni douera[n]no riuscire più vaghe e più argute. GIO. veramente questi nostri Rè, che noi habbiamo visti in gran parte, trapassarno per gloria delle facce[n]de di guerra, e per bellezza de gli ornamenti dell'imprese; quelle de' lor maggiori. E cominciando da quella di Lo- douico XII. Rè di Francia, ella parue ad ogn'- huomo di singolar bellezza, e di vista, e di si- gnificato: perche fu à modello di quel brauo da natura e bellicoso Rè, che non si straccò mai per alcu[n] trauaglio di guerra, con vn'animo sempre inuitto, e però portaua nel sopr'arme chiamate Ottoni, de' suoi Arcieri della guardia vn'Istrice coronato, il quale suole vrtar chi gli dà noia da presso, da lonta- no gli saetta, scotendo e lanciando l'acutissime spine Per il che dimostraua, che l'arme sue erano pronte e gagliarde da presso e da lontano: e benche nelle sopraueste non fusse motto alcuno, mi ricordo non- dimeno hauer visto in più luoghi questa impresa dipinta con vn breue di sopra: COMINUS ET EMINUS. il che quadraua molto. Hò lasciato l'im- presa di Carlo Ottauo, perciò ch'ella non hebbe corpo e soggetto, anchor ch'ella hauesse bellissimo motto d'anima dicendo; SI DEVS PRO NO- BIS, QVIS CONTRA NOS? ne[-] gli stendardi e sopra i saioni de gli arcieri della guardia non v'era poi altro, che la lettera k, con la corona di sopra, che voleua significare il nome pro- prio di Carlo.

MOTTO_LA_NORM Cominus et eminus PARENT embmne_gio1574 TYPE emblem pictura TIPE emblempictura CAPTION_EN A porcupine and a crown NEXT embmne_gio1574_emblem007 IIHIM MNE ; EMBLEMS ; ILL_BOOK LINK_FACSIMILE embmne_gio1574_fac026 SEQ 8 MOTTO_LA COMINUS ET EMINUS SOURCE_FILE embmne_gio1574.dmp HIM MNE ; EMBLEMS ; ILL_BOOK INTERP_DAL Near and Far PREV embmne_gio1574_emblem005 URL_IMAGE embmne_gio1574_pic026.jpg IC 25F29(PORCUPINE)(+35):31A(+923) ; 25F29(PORCUPINE)(+51) ; 44B113 ; 44B191 ; 46A122(LOUIS XII [of France])3 ; 48A98331 ; 49L71 ; 49L8 ; 51I4(+4) ; 51II4(+4) ; 54E41(+4) ; 54EE4(+4) ; 61B2(LOUIS XII [of France])3 ; 61D(FRANCE) ; 86(COMINUS ET EMINUS) ID embmne_gio1574_emblem006 CHILDREN CHILDREN_SQRT 0