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Ma fu ben molto erudita e bella in vista, anchor
che alquanto presontuosa, quella, c'hebbe il
douico
di prudenza fu tenuto vn tempo arbitro della pace e
della guerra in Italia; e perciò portò l'albero del Gel-
somoro per impresa: laqual pianta (come dice
è reputata sapientissima omnium arborum, perche
fiorisce tardi per fuggire il gielo e le brine,e fa frutto
prestissimo; intendendo di dire, che con la sauiezza
sua conosceua i tempi futuri. Ma non conobbe già
che'l chiamare i
Alfonso
na sua; e così diuentò fauolosa e schernita la sua pru-
denza, haue[n]do finita la sua vita nella prigione della
vanagloria umana. Faceuasi etiandio chiamare Mo[-]
ro per sopranome, e quando passaua per le strade,
s'vdiuano alzarle voci da' fanciulli e bottegai, Mo-
ro, Moro; E continuando in simil vanità, haueua
fatto dipingere in Castello
na, che haueua in dosso vna vesta d'oro ricamata à
ritratti di Città, che rassimigliauano al vero: e dinan[-]
zi le staua vno scudier Moro negro con vna scopetta
in mano. Perche dimandando l'ambasciador Fioren-
tino al Duca, à che seruiua quel fante nero, che scopet-
taua quella veste e le Città? rispose per nettarle d'ogni
bruttura. Vole[n]do che s'inte[n]desse il Moro essere arbitro
dell'
l'hora l'acuto Fiorentino: Auuertite Signore, che
questo seruo maneggiando la scopetta, viene à tirarsi
tutta la poluere addosso: il che fu vero pronostico. Et
è da notare, che molti credono, che
chiamato Moro
volto, in che s'ingannano: perch'egli fu più to-
sto d'vna carnagione bianca e pallida,
che nera, come noi habbiam
veduto dappresso.