$ TEXT_EXPL_XML
Fù un gran Signore nostro padrone innamorato
d'vna dama, la quale per propria incontinenza non si
contentaua de' fauori del nobilissimo amante, e prat-
per altro assai disposto della persona, e non brutto di
volto, sì fattamente di lui s'inuaghì ch'ella (come si
dice) ne menaua smanie; e per ultimo indegnamente
lo riputò degno del suo amore. Venne assai tosto la co-
sa all'orecchie di quel Signore, forse palesandosi per
se stessa la donna per gli inconsiderati e poco honesti
modi suoi, di che egli estremissimamente si scandali-
zò; & comandommi (che ben comandarmi con
ogni sicurtà poteua) ch'io gli facessi vn'impresa del-
l'infrascritto tenore: Ch'egli veramente si teneua bea-
to, essendo nel possesso di cotanto bene, ma accortosi
poi d'esser fatto compagno di persona sì vile, gli pa-
reua che d'vn sommo bene fosse ridotto in estrema mi[-]
seria & dispiacere. Io sopra questo soggetto feci dipin[-]
gerli vn carro trio[n]fale, tirato da quattro caualli bian[-]
chi, e sopra esso vn Imperator trionfante con vno
schiauo nero dietro gli, che sul capo gli tenena la lau-
rea all'antica Romana; essendo lor costume per am-
morzar la superbia e vanagloria dell'Imperatore,
di fare anchor trionfar seco quello schiauo nero. Era
di sopra il motto tolto da
CVRRV PORTATVR EODEM
ben ch'io habbia il fauore da questa gentildonna,
non mi aggrada però, essendomi comune con sì igno-
bile & infimo seruo. L'impresa hebbe bellissima vista
in pittura, e quel gentilissimo Signore grandemente
d'oro, e fu ancho tollerata l'effigie dell'huomo da chi
è scrupuloso compositor dell'imprese, essendo in ha-
bito straordinario.