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DOM. Haureste voi, Mons. da raccontarmi più
qualch'altra bella impresa, perche io non vorrei
già, che questa festa così tosto finisse.GIO. Vera-
mente non me ne souuiene più nessuna, laquale
habbia del buono, nè voglio (com'io sono vsato di
dire) guastar la coda al fagiano, accozzando cor-
niole con rubini, plasme con ismeraldi, e berilli con
diamanti; e ben vi deurebbon bastar queste ch'io
v'hò raccontate, e douete ancho hauer compassione
all'età mia, nella quale la memoria suol patir di-
fetto; anchor che fino adhora (la Dio gratia) io
non lo senta. DOM. Io confesso, Mons. che voi ha-
uete fatto più del douere, e sò che chi vedrà in
iscritto quel, che voi di questa materia hauete
ma voi potrete scusarui e dire, si come hauete det-
to nel libro de gli Elogij de gli huomini famosi in
arme frescamente publicato; che, se pure se ne so-
no tralasciate, ciò non è stato colpa vostra; ma per
difetto di non hauer ritrouato i ritratti veri in gran
parte, per cagione di chi non s'è curato di man-
dargli al Museo, à quella bella compagnia di tanti
Heroi. E già m'è capitato alle mani vn Romagnuo-
lo, il qual si lamenta, che ne gli Elogij non hà ri-
trouato il Caualier dalla Volpe, il qual fu sì gran
valent'huomo al seruigio di San Marco per honor
d'Italia; ma io l'hò consolato, dicendogli, che io
era certo, ch'l Signor Caualiere non s'haueua fat-
to ritrarre per essere alquanto difforme di volto, es-
sendogli stato honoramente cauato vn'occhio in bat-
taglia; e che gli haurei procurato ricompensa in
questo trattato dell'imprese. Lo domandai adun-
que se egli haueua portato alcuna impresa: Come;
disse egli? non si sà, ch'ei portaua vna braua Vol-
pe, che mostraua i denti nella bandiera con vn
motto, che diceua:
TIBVS VTOR
gnaua scherzar seco, perche ei si sarebbe difeso in tut-
ti i modi. GIOVIO. Il Caualier fù valente e vi-
gilante, e nell'historia nostra non passa senza lo-
de: e per questo il Senato Vinitiano gli fece dopò
Mari[n]a in Vinegia.